Corso

MEDICAL EXERCISE THERAPY (MET) Cognitive Rehabilitation Therapy (CRT)

Date 9-10 Febbraio 2019
Max partecipanti 24
Sede corso CDH Hotel Villa Ducale Viale Europa 81 - Angolo Via del Popolo - Parma, Italia
Attestato / Crediti Sì / Sì (50 ECM)
Tipo di corso Teorico e pratico
Caratteristiche del corso
Basato su ricerca ed evidenze
Aspetti teorici
Parti pratiche
2 giorni di formazione di alto livello
Corso in inglese con traduzione in italiano
Corso aperto a: fisioterapisti, medici, studenti in fisioterapia/medicina e MFT con equipollenza FT
Docente/i
Holten Institute Director (SWE)
Negli ultimi 25 anni Tom Arild Torstensen ha tenuto dei corsi di MET in Europa, Nord America,...

Contenuto del corso

Certificazione Originale del percorso MET – MEDICAL EXERCISE THERAPY tramite il prestigioso Holten Institute®

Il rinnovato percorso MET è stato rivisitato ed aggiornato in base alle ultime evidenze scientifiche e arricchito di funzionali parti pratiche.

La nuova organizzazione dell'iter formativo MET modulare è composta da 4 eventi formativi per un totale di 8 giornate di training:

  • MEDICAL EXERCISE THERAPY (MET) Cognitive Rehabilitation Therapy (CRT) - 2 giorni/1 weekend (9-10 febbraio 2019 - modulo 1)
  • MEDICAL EXERCISE THERAPY (MET) Treating Neck, Shoulder Girdle, Elbow & Wrist Pain / Dysfunction of Upper Extremity - 2 giorni/1 weekend (25-26 maggio 2019 - modulo 2)
  • MEDICAL EXERCISE THERAPY (MET) Treating Thoracic & Low Back Pain and Sciatica - 2 giorni/1 weekend (28-29 settembre 2019 - modulo 3)
  • MEDICAL EXERCISE THERAPY (MET) Treating Sacroiliac Dysfunction and Hip, Knee & Ankle Pain / Dysfunction of Lower Extremity - 2 giorni/1 weekend (1-2 febbraio 2020 - modulo 4)

Il modulo CRT iniziale è obbligatorio poiché propedeutico ai tre moduli successivi e quindi al completamento dell'intero percorso formativo MET.

Programma del corso
  • 09:00-10:30

    Non abbiamo recettori del dolore, ma abbiamo… Non abbiamo impulsi del dolore, ma abbiamo… L’utilizzo di immagini disegnate, storyboard, posters e metafore per comprendere i principi base della fisiologia e psicologia del DOLORE.
    Introduzione al poster: LA FISIOLOGIA DEL DOLORE.

  • 10:30-11:00

    Pausa

  • 11:00-13:00

    Una struttura tissutale non può mai causare dolore. Perché c’è una bassa o completamente assente correlazione tra i cambiamenti nelle strutture tissutali, la funzione e il DOLORE. La sensibilizzazione locale e centrale. La sensibilizzazione come l’allodinia e l’iperalgesia.

  • 13:00-14:00

    Pranzo

  • 14:00-15:30

    Come può la comunicazione con il tuo paziente aumentare o diminuire la sua esperienza di DOLORE.

  • 15:30-16:00

    Pausa

  • 16:00-18:00

    La psicologia del DOLORE: come i pensieri e i sentimenti creano reazioni psicologiche differenti (cambiamenti) causando dolore a lungo termine, sensibilizzazione e diminuzione della funzione.
    Introduzione al poster: LA PSICOLOGIA DEL DOLORE.

  • 08:00-09:30

    Cosa sono i sistemi di modulazione del dolore. Esempi provenienti dall’utilizzo del massaggio tattile (tecniche di sfioramento), agopuntura, TENS (Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea), terapia manuale ed esercizi ad alto carico.

  • 09:30-10:00

    Pausa

  • 10:00-12:00

    Esercizi per la modulazione del dolore. Perché l’esercizio per l’arto inferiore può essere efficace per il trattamento del dolore di spalla, per esempio. Introduzione al poster: L’ESERCIZIO PER LA MODULAZIONE DEL DOLORE.

  • 12:00-13:00

    Pranzo

  • 13:00-14:30

    Mindfulness, meditazione, osservazione del proprio respiro, body scanning e terapia dell’esercizio. Hanno tutte una base biologica comune per la modulazione dei sintomi?

  • 14:30-15:00

    Pausa

  • 15:00-16:00

    Psicologia e fisiologia del dolore, osservazione del proprio respiro e utilizzo dell’esercizio per la modulazione il dolore. Un esempio di un paziente che dopo due operazioni chirurgiche e riabilitazione con esercizio con dolore, si ritrova con un dolore di spalla persistente, sensibilizzazione locale come una Sindrome Dolorosa Regionale Complessa (CPRS).

Cognitive Rehabilitation Therapy – Terapia Riabilitativa Cognitiva

Comunicare il dolore. La comunicazione sul dolore è una comunicazione sulle emozioni. Tuttavia spiegarlo al paziente rimane un’enorme sfida per il fisioterapista, specialmente se il paziente è fortemente orientato verso le problematiche dei tessuti e delle strutture corporee. In questo caso poi il paziente può facilmente sentirsi etichettato (stigmatizzato): “Cosa? Mi stai dicendo che il dolore che sento è nella mia testa? No io ho male nei muscoli, nei tendini, nei legamenti, nel disco ecc. Non sono pazzo!”

Un nuovo modo per evitare che il paziente si senta etichettato è l’uso di testi e figure esplicative facilmente comprensibili e dai toni umoristici. Spesso quando il paziente si riconosce nelle figure che vede inizia a raccontare cosa significhi per lui quell’immagine. In questo modo il fisioterapista può aggiungere informazioni e guidare il paziente in base a quello che il paziente riferisce. Guidare invece che spiegare è un modo biopsicosociale per aumentare la conoscenza che il paziente ha del proprio dolore.

La Terapia Riabilitativa Cognitiva (CRT) si basa e si sviluppa sui modelli di spiegazione della psicologia del dolore e della fisiologia del dolore accompagnati all’attività fisica per modulare il dolore. I modelli di spiegazione sono adattati e messi in pratica attraverso l’esposizione graduale e la progressione della terapia con esercizi  (MET). La CRT ha lo scopo di aumentare le conoscenze dei pazienti e permettere loro di acquisire un migliore controllo sui loro sintomi. La CRT è un tipo di terapia con esposizione graduale il cui obiettivo principale è la diminuzione della paura, riducendo le diverse reazioni psicologiche connesse al dolore. Per lo più la CRT ha come obiettivi l’aumento del livello funzionale dei pazienti e l’incremento della confidenza nelle loro abilità.

Perché la CRT e non TCC (Terapia Cognitivo Comportamentale)? La TCC è un metodo chiaramente identificabile e basato sull’evidenza per il trattamento di alcune condizioni legate al comportamento di norma impiegato dallo psicologo. Per fugare ogni dubbio è stato scelto il termine diverso di Terapia Riabilitativa Cognitiva che comprende solo alcune componenti della TCC come l’esposizione graduale.

I nostri metodi di trattamento riducono il dolore. In ogni caso, non è la tecnica di trattamento la parte chiave nella riduzione del dolore. Le ricerche ci mostrano e insegnano che, paradossalmente, il solo aumento della conoscenze che un soggetto ha sul proprio dolore riduce il dolore che egli stesso prova. Pensieri ed emozioni possono amplificare o sopprimere gli input nocicettivi all’interno del sistema nervoso centrale. In poche parole, i pensieri e i sentimenti del paziente possono aumentare o diminuire il suo dolore. È basilare la comprensione da parte dei pazienti delle spiegazioni assieme alla comunicazione che avviene con il fisioterapista. Questi sono fattori importanti – probabilmente i più importanti.
La comunicazione riduce il dolore.

Non abbiamo recettori del dolore, solo nocicettori.

Il mondo della salute e della medicina è nel bel mezzo di una grande sfida. Il modo consueto e preesistente di intendere il dolore deve cambiare. Dobbiamo affidarci ad un nuovo modello di dolore e comunicarlo ai nostri pazienti. Che una lesione di un tessuto così come una distorsione di caviglia possa causare dolore non è affatto sorprendente. È invece molto più difficile comprendere perché la caviglia possa fare ancora male dopo 8-12 settimane, quando il gonfiore è passato e tutti i tessuti (legamenti, tendini) della caviglia si sono teoricamente riparati. In questa situazione l’esperienza del dolore non ha una causa primaria nei tessuti, ma è dovuta a dei cambiamenti all’interno del sistema nervoso. L’esperienza del dolore è connessa a differenti emozioni o più specificamente è un’esperienza, che viene prima processata e poi prodotta da differenti aree del cervello. Utilizzando i raggi X, la risonanza magnetica (RM) e l’ecografia sono osservabili svariati tessuti molli del nostro corpo. Quando si evidenzia un cambiamento o una degenerazione di uno o più tessuti è possibile pensare che sia quella la causa del dolore. Questo però è fuorviante.

La correlazione tra cambiamenti nei tessuti osservabili con i raggi X, RM ed ecografia e il dolore e la perdita di funzione è debole e molto spesso inesistente. Il motivo di questo fenomeno è che non abbiamo recettori del dolore. Tale dato è però stato scoperto da poco più di 40 anni. Il corpo ha nocicettori ad elevata tolleranza per rilevare stimoli eccessivi di carico meccanico, di calore, di freddo e per reazioni chimiche, che potrebbero essere pericolosi per noi. Sfortunatamente per molto tempo abbiamo erroneamente associato gli impulsi provenienti dai nocicettori come segnali di dolore. Un trauma ad un tessuto o una distorsione di caviglia, riducono la soglia di attivazione di numerosi nocicettori. Questi inviano impulsi al midollo spinale tramite i nervi che giungono a differenti aree del cervello. Se il cervello interpreta la situazione come pericolosa (o rischiosa per la sopravvivenza) si proverà dolore. Per questa ragione il dolore è una RISPOSTA (OUTPUT) e non un SEGNALE IN INGRESSO (INPUT). Il dolore che possiamo provare dipende anche dal contesto in cui ci troviamo. Questo significa che un trauma ad un dito è più doloroso e pericoloso per un violinista professionista, che vive del suo muovere agilmente le dita con movimenti fini e coordinati per suonare lo strumento, rispetto ad una persona che svolge un lavoro dove tali abilità non sono richieste. Conoscere tutti questi fenomeni legati al dolore ci offre una grande possibilità per trattare il dolore. Comprendiamo così come sia possibile avere un’ernia del disco  o un’artrosi del ginocchio o dei cambiamenti strutturali di alcuni tessuti e non avere alcun sintomo. Quando si arriva a capire che il dolore è altamente dipendente dalle emozioni - e dalla loro interpretazione - diventa più semplice comprendere come i soli fattori psicologici possono modificare il fastidio e il dolore.

La Comunicazione è difficile

Anche la comunicazione è una parte complicata. Quando si spiega qualcosa al paziente il 25% della spiegazione viene dimenticato immediatamente. Un ulteriore 25% viene dimenticato non appena il paziente è in strada dopo il trattamento. Il rimanente 50% viene interpretato dal paziente in base alle sue convinzioni, alle emozioni e all’umore in quella giornata. Se vogliamo che i messaggi e i concetti vengano compresi è decisivo che il paziente possa “specchiarsi” in quei messaggi e concetti.

Quota di iscrizione

ISCRIZIONE al percorso MEDICAL EXERCISE THERAPY (MET):

  • Quota di iscrizione agevolata / early booking € 1.695,00 + Iva - fino al 10/10/2018
  • Quota di iscrizione € 1.895,00 + Iva - a partire dal 11/10/2018

È da subito possibile iscriversi al singolo modulo 1 Cognitive Rehabilitation Therapy (CRT):

  • Quota di iscrizione agevolata / early booking € 439,00 + Iva - fino al 10/10/2018
  • Quota di iscrizione € 479,00 + Iva - a partire dal 11/10/2018

A partire dal 10/11/2018 sarà possibile iscriversi anche ai singoli moduli successivi (modulo 2, 3, 4) se il percorso MET non sarà già sold-out.

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